Il reflusso gastroesofageo
Inserito da Staff in data 17 Dicembre 2020
Colpisce il 25-30% della popolazione italiana, con sintomi caratteristici come bruciore e rigurgito acido, ma anche sintomi del tutto insospettabili: è il reflusso gastroesofageo, un disturbo molto comune causato da una diversa serie di fattori.
Prima di tutto: cosa è e cosa comporta il reflusso gastroesofageo?
Che cosa è il reflusso gastroesofageo
La malattia da reflusso è causata da un malfunzionamento della valvola posta tra esofago e stomaco – il cardias – la cui funzione è quella di impedire che il cibo ingerito risalga dallo stomaco verso l’esofago. All’origine del problema ci sono diversi fattori, da quelli alimentari a quelli anatomici, da problemi funzionali oppure ormonali a problemi farmacologici.
Dopo aver mangiato è del tutto normale che ci sia un passaggio di acidi gastrici dallo stomaco all’esofago; se però ciò avviene in modo prolungato e con maggiore frequenza si assiste all’insorgenza di una vera e propria malattia.
Il reflusso gastroesofageo comporta una serie di sintomi “classici”, legati al sistema digerente, ma anche svariati sintomi che poco hanno a che fare con lo stomaco, che tendono a peggiorare con il cambio di stagione e in particolare con l’arrivo dell’autunno. I sintomi possono presentarsi in modo continuato oppure intermittente, soprattutto al risveglio, dopo i pasti o durante la notte, quando ci si sdraia o ci si sporge in avanti.
Tra i sintomi tipici ci sono:
- Rigurgito acido in bocca
- Sensazione di bruciore dietro lo sterno
- Difficoltà digestive
- Nausea
Tra i sintomi insospettabili ci sono:
- Tosse persistente (come abbiamo raccontato qui)
- Bruciore in gola o alla lingua
- Dolori alla testa, alla mandibola o alle arcate dentarie
- Otite
- Sinusite
- Insonnia
- Difficoltà respiratorie
Nella maggior parte dei casi il disturbo non provoca lesioni al sistema digerente, ma non va comunque trascurato: se diventa un problema quotidiano, può incidere negativamente sulla qualità della vita; con il tempo la erosione costante della mucosa a causa del reflusso può portare anche a lesioni a livello dell’esofago (esofagite) e ulcere.
Diagnosi e cura
Per la cura del reflusso viene consigliata una terapia a base di inibitori della pompa protonica (omeprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo). A differenza dei normali antiacidi che agiscono neutralizzando l’acidità dello stomaco ma intervenendo solo sui sintomi, gli inibitori della pompa protonica curano in modo efficace anche le eventuali lesioni a carico dell’esofago.
In caso di reflusso è fondamentale intervenire sull’alimentazione, seguendo una dieta che escluda gli alimenti che aumentano la secrezione acida dello stomaco, come agrumi, pomodoro, peperoncino, caffè, menta, cioccolato, cibi fritti, cibi grassi e alcolici.
È inoltre consigliato adottare uno stile di vita sano, smettendo di fumare e cercando di tenere sotto controllo il peso.
Risultano utili anche piccoli accorgimenti come:
- Evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato,
- Consumare pasti leggeri (soprattutto la sera)
- Evitare di far passare troppe ore tra un pasto e l’altro.
La sensazione di bruciore dietro il petto e rigurgito acido in bocca sono due sintomi già di per sé sufficienti per la diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo. Test diagnostici come la gastroscopia, la manometria o l’esame radiologico del tubo digerente sono invece consigliati nel caso di disturbi prolungati che non si risolvono con l’assunzione di farmaci o nel caso si presentino altri sintomi come dimagrimento, debolezza e anemia.