Pressione oculare: quando e come controllarla
Inserito da Staff in data 15 Gennaio 2026
Proprio come la pressione del sangue è fondamentale per la salute del cuore e dei vasi sanguigni, così la pressione oculare gioca un ruolo cruciale per la nostra vista. La pressione interna dell’occhio (anche detta “tono oculare”), cioè la pressione tra il liquido del corpo ciliare e la sua fuoriuscita dall’occhio, contribuisce in misura sostanziale a mantenere l’occhio in una condizione di equilibrio e a garantire il corretto funzionamento del nervo ottico.
A differenza della pressione arteriosa che può essere monitorata comodamente anche a casa, la misurazione della pressione oculare deve essere eseguita esclusivamente da uno specialista oculista.
Ma perché andrebbe controllata la pressione oculare? E con quale frequenza? Come avviene la misurazione?
Perché è importante controllare la pressione oculare
La pressione intraoculare quando al di fuori dai limiti normali è un campanello d’allarme da non trascurare. La misurazione, chiamata tonometria, consente di verificare se i valori siano nella norma: generalmente sono considerati normali valori compresi tra 12 e 21 mmHg.
Un’elevata pressione oculare può essere associata al glaucoma, una patologia dell’occhio silenziosa, ma potenzialmente seria. Senza una diagnosi precoce, il glaucoma può andare a danneggiare progressivamente il nervo ottico, causando prima la perdita della visione periferica e, nei casi più avanzati, anche della visione centrale per arrivare alla cecità.
Per questo motivo è fondamentale sottoporsi a controlli oculistici regolari, soprattutto se esiste una storia familiare di glaucoma o se si è affetti da ipermetropia (ovvero chi ha problemi nella vista da vicino): in questi casi le visite devono iniziare prima e avvenire con maggiore frequenza.
Quando sottoporsi a un controllo
Il consiglio è quello di sottoporsi a una visita oculistica approfondita almeno una volta all’anno, soprattutto una volta superati i 40 anni di età. Il controllo regolare della vista permette di rilevare eventuali anomalie in tempo utile e di preservare la salute degli occhi.
Come si misura la pressione oculare
La misurazione della pressione oculare è del tutto indolore e viene eseguita direttamente durante la visita oculistica.
Esistono diversi metodi di misurazione della pressione oculare, a contatto e senza contatto:
- Tonometria ad applanazione di Goldmann: misura ad alta precisione che rileva la pressione oculare tramite contatto diretto con la cornea, eseguito dall’oculista con anestesia locale;
- Tonometria a rimbalzo: misurazione a contatto della pressione oculare tramite il rimbalzo di una sonda leggerissima sulla cornea, in modo rapido e sicuro;
- Tonometria a soffio: si misura la pressione oculare senza contatto diretto, ma tramite un delicato getto d’aria e un sistema ottico di rilevazione.
Se l’oculista durante la misurazione della pressione oculare rileva valori anomali, potrebbe decidere di prescrivere ulteriori esami, tra cui:
- Pachimetria corneale: valuta lo spessore della cornea e la sua influenza sulla pressione oculare;
- Campo visivo: controlla eventuali perdite di visione periferica;
- OCT (tomografia a radiazione coerente): analizza la morfologia del nervo ottico e lo strato delle fibre nervose retiniche, fornendo informazioni preziose sullo stato di salute dell’occhio.
Come si tratta la pressione oculare alta
Il trattamento della pressione oculare elevata ha come obiettivo principale quello di ridurre i valori pressori e mantenerli stabili nel tempo, così da prevenire danni al nervo ottico. Le opzioni terapeutiche si articolano in tre principali livelli.
Il primo approccio è rappresentato dalla terapia medica, che prevede l’uso continuativo di uno o più colliri specifici, talvolta associati a farmaci per via orale e a integratori con azione neuroprotettiva. Quando questo trattamento non risulta più sufficiente a controllare la pressione oculare, si ricorre alla terapia parachirurgica, che utilizza il laser per migliorare il deflusso dei liquidi oculari.
Nei casi in cui neppure il laser sia efficace, si procede con la chirurgia, indicata soprattutto nelle forme più avanzate. La scelta del trattamento dipende sempre dalla precocità della diagnosi e dalla gravità della patologia.